Trama
Esordio alla regia per Corneliu Porumboiu che con questo film ha vinto la Camera d’Or al Festival di Cannes 2006: un film fresco e leggero che riesce a parlare di una tematica complessa con l’amarezza e le perplessità dovute, ma contemporaneamente anche con i toni surreali e spesso scanzonati della commedia. E l’immediato paragone con Good bye Lenin, volge sicuramente a favore di quest’ultimo, il film risulta nuovo e piacevole: una possibile speranza per il giovane e semisconosciuto cinema rumeno. Una sceneggiatura vivace, anche se a momenti prolissa, aiuta la costruzione del film, tutto basato su una fotografia dai colori melmosi e su una colonna sonora inesistente che lascia spazio a silenzi evocativi e riflessivi, nel tentativo forse di tirare le somme di un periodo storico ancora poco chiaro e di proiettarsi nell’oggi o addirittura nel futuro.
Pochi infatti nella realtà sono ancora i segnali di cambiamento e di speranza nel paese che, dopo l’enfasi della rivoluzione, sembra oggi subire tutti i danni della disillusione e del sogno americano non riuscito, riuscendo solo a mostrare i suoi palazzi fatiscenti e le molte persone che senza un lavoro continuano a oziare e a bere al bar.

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